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Perchè è nato questo sito

La società sta cambiando:

Negli ultimi anni, sono spesso venuto a contatto con donne di differenti età, posizione sociale, e bagaglio sia culturale, che emotivo.

Mi sono oramai reso conto che le cose stanno cambiando, i rapporti fra le persone stanno cambiando, la possibilità di vivere a pieno la propria esistenza in quanto Homo, appartenente al regno Animalia, sta venendo sempre meno:

tutto ciò ha comportato una perdità di mascolinità da parte dell’Uomo, che, di conseguenza, ha dato sempre più spazio a comportamenti “aggressivi” da parte del genere femminile.

Rispetto a tutto quello che il lettore/lettrice si aspetta da un sito che tratta tali tematiche, questo non è affatto un gioco erotico, una nuova esperienza, ma un comportamento che determina sempre più i nostri rapporti sociali, specie nella vita quotidiana delle coppie.
Ma tutto questo è innaturale, ed è un fatto esclusivamente culturale, non biologico.

 

Tale sito si propone come un trampolino di lancio alla riscoperta di Noi stessi, del nostro corredo evoluzionistico naturale che garantisce la sopravvivenza della specie.

 

Diamo inizio alla svolta, inseme:

Negli ultimi anni, abbiamo tutti, volenti o nolenti, assistito al successo mondiale della trilogia di 50 sfumature. Frustini, candele, corde, dominio e sottomissione… hanno ridestato la curiosità per i giochi erotici di potere. E il relativo dibattito. Come spesso accade a chi non è a conoscenza di un qualsivoglia argomento, vengono subito posti dei giudizi, o meglio, pregiudizi, contro uno dei modi di dire che più mi affascina “Believe nothing, test everything”.

Tutto ciò comporta paura, celata, in fin dei conti, da un velo di interesse, che spesso comporta a nascondere i propri istinti, per vergogna dei giudizi altrui e della società, che le reputa pratiche “perverse”, chiamandole semplicemente sadomaso; qualcun altro ne è affascinato ed eccitato, e forse vorrebbe avventurarsi in qualche sperimentazione.

La mia opinione è che non sia un fenomeno casuale, ma è il segnale che comincia a diffondersi il disagio profondo per questa situazione.
E quello che viene chiamato AMORE NATURALE. Noi Padroni e schiave non siamo un’anomalia, ma, al contrario siamo coloro che vivono nel rispetto dei comportamenti creati da milioni di anni di evoluzione.

Tale paura dell’eros estremo in generale non è la realtà di queste pratiche, ma le strane idee che ne abbiamo e che derivano da un miscuglio di preconcetti, stereotipi (sbagliati) mediatici e mancanza o eccesso di immaginazione.

Alcune questioni che mi sento in dovere di affrontare, sono:

– Non sono giochi per persone “strane”. Infatti, l’istinto di dominio e sottomissione è naturale e fa parte di un corredo evoluzionistico che garantisce l’adattamento della specie, ed è insito nella nostra biologia.

Queste dinamiche sono presenti in gran parte della nostra vita, e in ogni tipo di relazione. Quando vengono intellettualizzate, rielaborate e sessualizzate, creano una dimensione di gioco e di eccitazione, che va oltre il puro aspetto di dominanza e assume aspetti creativi.

– Sono giochi per Adulti con la A  maiuscola. Spesso ci si immagina che chi prova piacere nell’essere sottomesso, o nel dominare il partner, sia una persona fragile e immatura, ma è tutto il contrario. Perché questi giochi siano vissuti e praticati in modo positivo, occorre che i partner siano persone realmente mature, consapevoli di sé stesse, responsabili. Inoltre, per quanto possano apparire sregolati, i giochi di dominio e sottomissione hanno delle regole ben precise: devono essere sani, sicuri e consensuali e sono assolutamente necessari dialogo e rispetto  reciproco. Il resto è (bellisima) esplorazione.

– Non fanno male (al corpo). I giochi di potere, di autorità e BDSM (acronimo per Bondage & Discipline, Sottomissione e Masochismo, n.d.r ) sono a tutti quei giochi erotici in cui un partner si affida totalmente alla volontà dell’altro, che possono andare da una sensuale e sottilissima complicità alla ricerca metodica dei limiti e delle possibilità più estreme del corpo e della mente umani. Il dolore fisico quindi non è necessario per definire un gioco di dominio e sottomissione, come forse in molti si aspetterebbero, e l’estremo è solo una delle possibili sfumature. A ognuno trovare la propria.

– Non fanno male (alla mente). Una volta che si entra in contatto con queste dinamiche umane profonde” spiega Caputo, “si ha un ampliamento dei propri orizzonti in termine di consapevolezza, di libertà di azione e pensiero. La possibilità che abbiamo di astrarre questi meccanismi universali e di giocarli in un ambiente protetto con una persona di cui ci fidiamo apre la mente, permettere di conoscere ed esprimere sé stessi, e spesso rappresenta un arricchimento sia per l’individuo che per la coppia, attraverso un legame davvero intimo.

Sono romantici, e raramente sono giochi svincolati da un legame sentimentale proprio perché l’intesa, la fiducia, l’intimità e il dialogo necessari a renderli un’esperienza positiva sono anche gli elementi fondanti della coppia.

– Non è (solo) il dominante che comanda e sottomettersi vuol dire essere liberi.Dimenticate l’idea di una volontà piegata in modo crudele alla legge del più forte. Dominare significa guidare il gioco, prendersi la libertà, ma anche e soprattutto la responsabilità di scegliere che tipo di sensazioni far provare al partner, mantenere alto il livello di eccitazione; sottomettersi, invece, vuol dire affidarsi al partner durante il gioco, abbandonarsi alle sensazioni e prendersi la libertà di lasciarsi andare. Questi giochi, che si basano su dinamiche di controllo, possono essere molto eccitanti e rilassanti perché permettono di sganciarsi da ruoli e contesti quotidiani e di esprimere liberamente parti di noi che altrimenti rimarrebbero represse. Insomma, è un gioco di squadra, in cui i partner giocano semplicemente ruoli diversi.

 

– Alle donne piace di più. Se qualcuno immagina questo genere di giochi come uno strapotere e un desiderio maschile egoistico a cui la donna si sottomette, sarà costretto a ricredersi. Questo tipo di erotismo si basa in gran parte sull’eccitazione mentale, il che lo rende più affini alla sessualità femminile, per cui questa dimensione è predominante, oltre che necessaria. Inoltre, le donne sono più inclini a questo tipo di giochi perché hanno una capacità di intellettualizzare le pulsioni sessuali molto più articolata e vasta, rispetto all’uomo. Più si investe sul desiderio e l’elaborazione delle fantasie, prolungando e mantenendo alta l’eccitazione mentale, più il rapporto sessuale viene valorizzato per la donna.

 

a chi è dedicato questo sito


Dopo avere ricevuto moltissime lettere e di richieste di aiuto, ho capito che un discorso generico rivolto a tutti non avrebbe avuto più senso. La quasi totalità delle richieste proviene da ragazze molto giovani o da donne che pur desiderandolo non hanno mai osato compiere quel passo definitivo.

Mi è parso giusto dedicare a voi questo sito sperando di fornire un modo corretto e delicato per aiutarvi ad essere voi stesse e a dare libero sfogo al quel bisogno ossessivo che si chiama sottomissione.
Le centinaia di lettere, soprattutto di ragazze infelici, che non trovano più un posto nella vita, mi hanno spinto a creare questo sito che è dedicato a chi è confusa, a chi si vergogna e a e tutte coloro che sentono forte questa diversità, e, magari, ne soffrono molto.

Voi schiave non siete un’anomalia, ma, al contrario siete coloro che vivono nel rispetto dei comportamenti creati da milioni di anni di evoluzione.

Io ho scritto le prime righe, ma vorrei che lo costruissimo insieme a tutti voi, intervenite sul blog che è completamente libero e senza censura e che vi consiglio di visitare subito, o scrivete alla mail pubblica o di Roger, telefonate su skype, iscrivetevi al sito, o usate la nuovissima chat, insomma
Care amiche da oggi questo sito è dedicato a voi.

Si diventa schiave dopo aver trovato l’uomo giusto il Padrone che ti fa sentire unica, che ti educa e ti fa diventare grande. Ma sottomesse si nasce ed è una caratteristica speciale che ti cresce dentro che vuole esprimersi, che non ti lascia tranquilla giorno e notte fino a quando riesci a trovare il tuo vero io:
diventare schiava.

Le ragazze giovani, le novizie, sono quelle più esposte ad incontrare la persona sbagliata, sopratutto perchè non hanno esperienza nella vita.

Sono però anche quelle che maggiormente possono trovare un Padrone definitivo, per la vita, o almeno creare un rapporto profondo che duri moltissimo tempo.

Inoltre la sottomissione può facilmente trasformarsi in un amore travolgente, e la tensione erotica tra Padrone e schiava può diventare fortissima.

E ALLORA SE TI SENTI DIVERSA, SOLA, SE HAI SOGNATO DI ESSERE SOTTOMESSA E
NON SAI COME FARE …

QUESTO SITO STATO FATTO PER TE.

E’ un luogo virtuale dove le ragazze che vorrebbero provare possono trovare una casa protetta. e parlare tra di loro. Questo sito è stato immaginato per loro, nella speranza di dar loro una traccia verso la felicità.
Se avete dubbi, domande o semplicemente volete avvicinarvi senza traumi al vostro grande sogno scrivete liberamente

Cerchèro di rispondere a tutte,compatibilmente con il tempo a disposizione, lo prometto.
Don

Questo sito vuole essere un aiuto per ritrovare una felicità possibile ma inibita da troppi condizionamenti .
Un’introduzione all’ AMORE NATURALE che, al di là della morale
comune, segue le linee guida che la Natura ha voluto per gli esseri umani.
Il rapporto tra una schiava ed il suo Master è la più alta forma d’amore che esista.

Ed ora vorrei usare le parole del Piccolo Principe per tradurre le immagini in forma scritta.


Ascoltiamolo:

In quel momento apparve la volpe.
“Buon giorno”, disse la volpe.1444140141_prince
“Buon giorno”, rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno.
“Sono qui”, disse la voce, “sotto al melo…”
“Chi sei?” domando’ il piccolo principe, “sei molto carino…”
“Sono una volpe”, disse la volpe.
“Vieni a giocare con me”, le propose il piccolo principe, sono cosi’ triste…”
“Non posso giocare con te”, disse la volpe, “non sono addomestica”.
“Ah! scusa”, fece il piccolo principe.
Ma dopo un momento di riflessione soggiunse:
“Che cosa vuol dire <addomesticare>?”
“Non sei di queste parti, tu”, disse la volpe, “che cosa cerchi?”
“Cerco gli uomini”, disse il piccolo principe.
“Che cosa vuol dire <addomesticare>?”
“Gli uomini” disse la volpe, “hanno dei fucili e cacciano. E’ molto noioso! Allevano anche delle galline. E’ il loro solo interesse. Tu cerchi delle galline?”
“No”, disse il piccolo principe. “Cerco degli amici. Che cosa vuol dire “<addomesticare>?”
“E’ una cosa da molto dimenticata. Vuol dire <creare dei legami>…”
“Creare dei legami?”
“Certo”, disse la volpe. “Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io saro’ per te unica al mondo”.
“Comincio a capire” disse il piccolo principe. “C’e’ un fiore… credo che mi abbia addomesticato…”
“E’ possibile”, disse la volpe. “Capita di tutto sulla Terra…”
“Oh! non e’ sulla Terra”, disse il piccolo principe.
La volpe sembro’ perplessa:
“Su un altro pianeta?”
“Si”.

“Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?”
“No”.
“Questo mi interessa. E delle galline?”
“No”.
“Non c’e’ niente di perfetto”, sospiro’ la volpe. Ma la volpe ritorno’ alla sua idea:
“La mia vita e’ monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio percio’. Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sara’ illuminata. Conoscero’ un rumore di passi che sara’ diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo, mi fara’ uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiu’ in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me e’ inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo e’ triste! Ma tu hai dei capelli color dell’oro. Allora sara’ meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che e’ dorato, mi fara’ pensare a te. E amero’ il rumore del vento nel grano…”
La volpe tacque e guardo’ a lungo il piccolo principe:
“Per favore… addomesticami”, disse.
“Volentieri”, disse il piccolo principe, “ma non ho molto tempo, pero’. Ho da scoprire degli amici, e da conoscere molte cose”.
“Non ci conoscono che le cose che si addomesticano”, disse la volpe. “Gli uomini non hanno piu’ tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose gia’ fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno piu’ amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!”
“Che cosa bisogna fare?” domando’ il piccolo principe.
“Bisogna essere molto pazienti”, rispose la volpe. “In principio tu ti sederai un po’ lontano da me, cosi’, nell’erba. Io ti guardero’ con la coda dell’occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po’ piu’ vicino…”
Il piccolo principe ritorno’ l’indomani.
“Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora”, disse la volpe.
“Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincero’ ad essere felice. Col passare dell’ora aumentera’ la mia felicita’. Quando saranno le quattro, incomincero’ ad agitarmi e ad inquietarmi; scopriro’ il prezzo della felicita’! Ma se tu vieni non si sa quando, io non sapro’ mai a che ora prepararmi il cuore… Ci vogliono i riti”.
“Che cos’e’ un rito?” disse il piccolo principe.
“Anche questa e’ una cosa da tempo dimenticata”, disse la volpe. “E’ quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un’ora dalle altre ore. C’e’ un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedi ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedi e’ un giorno meraviglioso! Io mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi, i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza”.
Cosi’ il piccolo principe addomestico’ la volpe.
E quando l’ora della partenza fu vicina:
“Ah!” disse la volpe, “… piangero'”.
“La colpa e’ tua”, disse il piccolo principe, “io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi…”
“E’ vero”, disse la volpe.
“Ma piangerai!” disse il piccolo principe.
“E’ certo”, disse la volpe.
“Ma allora che ci guadagni?”

“Ci guadagno”, disse la volpe, “il colore del grano”.

(Antoine de Saint-Exupéry, 1943)


AVVERTENZA
Le ragazze minorenni non devono avere nulla a che fare con il contenuto di questo sito.
Non troverete pornografia su questo sito, ed anche la descrizione dell’amore fisico e del corpo femminile è trattata con delicatezza, con poesia a volte.
Le parole che seguono, le idee, le foto,i miei pensieri sono soltanto frutto
della mia esperienza di vita.
E rappresentano, appunto soltanto la mia personale opinione.
Ma non ho mai cercato nè mi interessa di essere politicamente corretto
(Ammesso che questo voglia ancora dire qualcosa)
Don